10/10/2006

emilie floge

Stava là ma era come dire che non ci stava. Perché quando dipingi è tutto nella tua testa, e una
donna in piedi, per quanto mediocre, alla lunga diventa bella.
 



 


"Gustav, vedi di non farmi sembrare grassa." La voce cadenzata rotolò lungo i bordi sfalsati della tela, donandole la vita.
"Um um." Mai che rispondesse una volta come si deve, quel pittore. Mai.
Si erano incontrati che stava per fare buio. La città s'addormentava come un micio ai piedi del suo gomitolo ancora troppo integro, giusto un tantino spelacchiato. Le luci occhieggiavano ai passanti frettolosi, i caffè si svuotavano nudi. Non c'è fretta più cieca di quella che prende chi torna a casa: nessuna romanticheria, si viaggia geometrici. Lui stava contrattando con una pasticcera (era sempre stato spilorcio, si può dire che ci era nato) dal seno materno; lei fissava la vetrina, algida. Nessuno si sarebbe accorto di una così, quasi a dire che non rimaneva impressa, tendenzialmente. Portava crespi capelli neri acconciati alla meglio e un grazioso cappellino le spioveva tra le dita secche.
Chissà com'è che le donne un tempo si portavano appresso i copricapo anche senza abbisognarne. Chissà quando hanno scordato la meraviglia di una stretta sincera alle falde di un cappello rosso da due soldi, chissà. Chissà se si sono dimenticate di com'era quando le donne erano ancora donne, e gli uomini uomini veri. Nessuno lo sa, è successo e basta.
Lui aveva intascato il resto ed era uscito, come si fa di solito quando si getta la spugna. Allora Emilie l'aveva urtato e gli aveva chiesto perdono, ma i colori ( i suoi colori, perdio, quelle macchie uniche ai lati delle labbra, e lungo il braccio destro coperto a metà) l'avevano portato via per sempre. Non avrebbe mai smesso di baciarle, questo si era detto mentre accettava le sue scuse imbarazzate.
Mantenne fede alla sua promessa.
"Come sta venendo?" Viva di mille espressioni contigue, smorzate appena dal lume infedele e da qualche sporadico respiro a tutto petto, ora pareva quasi piangere.
"Bene." E davvero non c'era nulla da aggiungere.
Perché tanto la pelle quanto le mani di un innamorato miracoleggiano quando mosse dalla loro causa.
"Bene cosa vuol dire?" E poi un silenzio, quello giusto.
"Vuol dire bene." Gustav ripose il pennello numero due nel bicchiere pieno a metà di acqua azzurra, poi si rassettò i calzoni umidi. Lei si sporse cercando di spiare la tela, ma l'altro voltò il cavalletto, ruvido, senza neppure scusarsi.
"Finito?" Una mano sul petto, quasi vergognosa di sé e della sua bellezza appena mormorata. Quasi insignificante nella sua puntuta curiosità.
"Finito." Spense il lume, le si avvicinò piano. Sapeva non farsi sentire, all'occorrenza. Sapeva farsi amare, con garbo e moderazione. Lei ancora non lo sapeva. Lo imparò quando l'incavo del suo avambraccio fu urtato da quelle dita sole, quasi per caso, e una leggera pressione la costrinse ad abbandonarsi del tutto contro la parete, inerme e piccina, accovacciata al sapore languido della sua prima volta con lui.
 


 


Non ebbero mai figli. Ma questo non significa che non si amarono. Perché dodic'anni di vera, plastica commistione non si barattano neppure con una vita di quieta normalità, non con il paradiso, dopo.
 


19:00 Scritto da: judith2005 in Musica | Link permanente | Commenti (12) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

ti becco sempre sul fatto...ma me la sento che hai scritto? ih ih ...lo sai tesoro, bastava l'inizio, voglio dire le prime parole sono contundenti e tonde, erano, di suo, definitive. bacio (non mi odiare)

Scritto da: anabolena8 | 10/10/2006

bello ritrovarti in forma. davide

Scritto da: null | 11/10/2006

splendore della scrittura raffinata.. che brava! ricevuta la _?_ per mail?

Scritto da: figuratore | 12/10/2006

Ciao Sil!
Come stai?
Io sto procedendo lavorativamente molto bene e credo di essere sulla giusta strada.
Un bel "quadretto" questo post.
Bacioni.
Massi

Scritto da: fantedicuori67 | 12/10/2006

ciao sister Ju, sempre belle le tue storie. faccio fatica a commentarle. Mi lascio avvolgere da loro. sole su di te w

Scritto da: weller60 | 13/10/2006

Ciao, che roba essere rapiti dall'immagine di una modella da dipingere, apprezzandone tutti i particolari. quante volte abbiamo vissuto le persone con leggerezza, senza mai guardarle a fondo? Tu stai bene, cara?

Scritto da: 72lenin | 13/10/2006

Brava,il pennello n°2 è uno di quelli usati per le rifiniture.I dettagli sono importanti.
artista1969

Scritto da: artista1969@v | 15/10/2006

Ciao carissima, la tua lettera d'amore è una delle 10 pubblicate su Frammenti di Rosso Venexiano... complimenti! Ti aspettiamo, Manuela e la redazione di Rosso Venexiano.

Scritto da: null | 15/10/2006

Per chi si nutre di colori, non sa farne a meno, incontrare una donna dalla pelle che ha la sfumatura del miele, i capelli che riflettono la luce come solo loro sanno fare, è una catena che mai si spezzerà! Non servono figli per cementare un'unione, occorre continuare a sentirsi fusi l'uno nell'alta anche stando lontani! Un saluto e un sorriso, come va piccola? A presto Claudia

Scritto da: lontanoda | 18/10/2006

Non avevo letto questo prima. Un fondamentale.

Scritto da: akamotasan | 24/10/2006

grazie per i complimenti. ricambio, perchè il tuo è davvero un bel blog.un saluto

Scritto da: acrossthebridge | 25/10/2006

sembrerà strano, ma questa foto, la foto di questa persona, di emilie floge, è identica a me....
è strano, e pensare che io ho una foto con questa stessa espressioe....è, magico....

Scritto da: marysxsthebest | 21/01/2010

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