10/06/2008

arti e mestieri due: psicanalizzare

 

Se i fatti non corrispondono alla teoria, cambiate i fatti.

Albert Einstein



podcast
system of a down- dammit.

"la cosa funziona così: io non ce la faccio, mi manca il fiato. posso darti del tu, vero? bene, tu non hai idea di come ti faccia sentire lui quando la guarda. costringerebbe chiunque ad accorgersi di essere solo. e mentre ti spazzoli allo specchio, ne sarà passato di tempo anche se non ci hai fatto caso, ti capiterà prima o poi di scovare a una macchia, un buchino piccolo piccolo al centro del tuo petto, tra i seni, l'ingresso del suo vado ammazzo e torno, quell'occhiata ti era rimasta addosso. come pollicino, semina le briciole tra le tue dita e torna a raccoglierle, ogni tanto, le intreccia con le sue, ti concede un'alba perfetta, poi ti manda a letto e ti lascia, senzatregua, sua. smisuratamente sua.

quando l'ho conosciuto ero piccola. talmente piccola da non accorgermi di aver scelto, accogliendolo nel salotto della mia anima, la morte di cui sarei scomparsa. me lo merito, era il mio dicembre. addormentata, ho creduto di poterlo cacciare, e i mesi m'ingannavano sembrando tutti uguali. qualcuno si è preso gioco di me improvvisando di bastarmi. ho baciato e ascoltato, presunto, sussurrato, smentito, ho pianto da buona maddalena lacrime che non significavano nulla. quando non le dedico a lui non sono sapide. lo spettacolo d'arte varia di una innamorata di lui non te lo puoi perdere, e ne ho viste tante, crollare atterra tra i suoi piedi indifferenti, svogliati, e gli alluci rivolti in direzioni opposte. non è mai si la parola che gli esce dalle labbra, neppure quando vorrebbe dirlo. tradisce le aspettative di professione, e il tono della sua voce lo asseconda sempre, fedele. un oscar e due schiaffi, si meriterebbe.

una volta ci siamo dati un bacio. odorava di birra e si è fermato appena in tempo, un attimo prima che mi innamorassi di quel suo silenzio tra le mie labbra. poco male, mi sono detta, faccio da sola. e sono diventata un ti prego non andartene un'altra volta perchè non saprei sopportarlo. l'ha fatto comunque. noi donne siamo così, perdutamente distanti dagli addii, aggrappate ai lieto fine per la coda, consumate dalle nostre stesse mani che ci truccano, ci vestono, ci accendono sigarette, ci liberano da altre mani quando vanno troppo oltre. quando ci concedono, per forza o per voglia. siamo femmine, vittime di noi stesse, e significhiamo dalla punta dei capelli alle caviglie un desiderio senza fine. di eterno però conosciamo soltanto le attese, finchè non smettiamo pure di aspettare.

per essere di quancuno non occorre meritarselo, la logica esce di scena imbarazzata quando si tratta di appartenenza. e il sesso complica le cose perchè non ci piace il nome che ha, lo vogliamo cambiare in continuazione. fatto sta che rimane comunque sesso, anche sotto mentite spoglie. e farei l'amore con lui in quest'istante se solo sospettassi che regalandomi lui possa capirci qualcosa. è che quando lo guardo e mi siede di fianco io so di essere troppo brava a recitare, e lui ancora così poco innamorato di se stesso. il mio segreto è un buone mani: peccato. tutto sommato credo che gli farebbe piacere saperlo. se non altro in questo teatrino di menzogne ho la certezza di aver conquistato la sua stima. magra consolazione per una che non sa cosa farsene, e passa le serate con una birra in mano, sotto il suo portone, ad aspettare che torni a casa. si accorgerà mai che mi merito anch'io di essere la sua casa? fa freddo qui fuori e temo di essere ammalata.

ammalata e stupida. lo amo perchè è la mia ora d'aria tra una fatalità e l'altra. perchè se tutto avesse un senso lui ora starebbe qui contro queste ginocchia, con la testa incastrata alle rotule, e respirerebbe troppo forte e non mi lascerebbe riposare. masticherebbe le mie mani e non i contorni della mia anima, scioglierebbe i miei capelli e mi direbbe che sto male con la coda, o una sciocchezza simile, ma in quel momento sembrerebbe la cosa più romantica che possa essere detta, e lo abbraccerei come non ho mai avuto il coraggio di fare. come quegli abbracci di una volta, in bianco e nero, come quando stai salutando qualcuno, anche se sai che resterà comunque. e allora resta, su, rimani, non te ne pentirai, so rendermi indimenticabile, se solo mi ci metto."

"gli diresti questo se ora fosse qui?"

"lo farei."

"ne sei certa?"

"come l'oro. che cosa devo fare, dottoressa?"

la miniatura di barbie si accomodò meglio sulla sedia in pelle chiara, impreziosita da cuciture tuorlo d'uovo. trasudava il prototipo perfetto di un angusto modello giuditta. mi veniva da piangere lacrime di solidarietà per le maglie della sua quaranta aderente ai fianchi. se avessero potuto parlare, credibilmente avrebbero urlato di dolore.

ama il prossimo tuo come te stesso.

grazie a questa trovata sessantottina ho preferito fingere di ascoltare la sua risposta.

"vai a prendertelo, gioia. fallo adesso che sei ancora in tempo."

"ma non è mio."

"perchè non ci hai ancora provato sul serio. sei giovane, perdio, combatti le tue battaglie come se non ci fosse un domani. "

lo farei uguale anche se fossi vecchia.

però, è meno scema di quel che pensassi, questa.

02:12 Scritto da: judith2005 | Link permanente | Commenti (13) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Tu mi illumini.

Scritto da: Billy Dann | 10/06/2008

Già.

Scritto da: Billy Dann | 10/06/2008

magari se anche riuscissi a prenderlo dopo un po' ti annoieresti di nuovo.

Scritto da: heathen | 10/06/2008

quello, ovviamente, era sottinteso. anzi, DEVI provare.

Scritto da: heathen | 10/06/2008

Mi farei psicanalizzare e mi troverei le stesse risposte...

Scritto da: haikumeccanico | 11/06/2008

E trovo ancora la voglia di stupirmi leggendoti. Cambi, muti ma le emozioni, oh si, quelle, passano. Eccome.

Scritto da: notimetolose | 13/06/2008

un passaggio a meteora per lanciarti un kissotto...

Scritto da: Morganina | 13/06/2008

Scrivi senza dare la maiuscola dopo il punto.E' una caratteristica di una casa editrice che stimo,"L'ancora del Mediterraneo".Consideralo un augurio e scusami se il mio commento si ferma alla forma e non al contenuto.
artista1969

Scritto da: artista1969 | 15/06/2008

rimangono sempre meravigliose parole da dire quando non c'è più tempo. strozzate tra l'incapacità di guardarsi allo specchio e la consapevolezza che non serviranno a niente. ecco, in genere, non servono a recuperare. ma a rinascere un po' sì.

Scritto da: honey | 17/06/2008

Scrivi poco, ma quel poco mi basta!

Scritto da: Liminare_206 | 17/06/2008

ciao cara, passavo per augurarti buon fine settimana!!Ily

Scritto da: darkangel | 21/06/2008

c'è il momento della scelta
dura un attimo
pieno di paure
ma glorioso
per dio

Scritto da: Nonhodormitomai | 21/06/2008

c'è bisogno di una psicanalista per questa affermazione? appunto. sun on u

Scritto da: w | 22/06/2008

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