12/08/2008
king of pain
There's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
There's a black hat caught in a high tree top
There's a flag-pole rag and the wind won't stop
I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
There's a fossil that's trapped in a high cliff wall
(That`s my soul up there)
There's a dead salmon frozen in a waterfall
(That`s my soul up there)
There's a blue whale beached by a spring tide's ebb
(That`s my soul up there)
There's a butterfly trapped in a spider's web
(That`s my soul up there)
I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
There's a king on a throne with his eyes torn out
There's a blind man looking for a shadow of doubt
There's a rich man sleeping on a golden bed
There's a skeleton choking on a crust of bread
King of pain
There's a red fox torn by a huntsman's pack
There's a black-winged gull with a broken back
There's a little black spot on the sun today
It's the same old thing as yesterday
I have stood here before inside the pouring rain
With the world turning circles running 'round my brain
I guess I'm always hoping that you'll end this reign
But it's my destiny to be the king of pain
King of pain
I'll always be king of pain
I'll always be king of pain
sting and the police

ciò che non turba conturba o ruba. ruba un pezzetto, l'anima o la fede, la convinzione, mistifica le intenzioni. due esseri umani a confronto si soffocheranno sempre, e nessuno vince mai. la vendetta, quella si, va consumata fredda. perchè è tutto ciò che resta, gli avanzi nel piatto, e per far finta di avere qualcosa nello stomaco che non sia un bacino artificiale di assenza, ci consoliamo con le briciole. pollicino, beato lui, ci è tornato a casa. pollicino aveva una casa alla quale tornare, evidentemente. se mai anche solo per un attimo tu fossi stata la mia idea di casa, questo è quello che mi resta di un pensiero sbagliato. le macerie in tempo di guerra. l'amore ai tempi del colera, con la dedica "al miglior offerente basta una medaglia o vuole per davvero la ricompensa?" , e il tuo odore di dito leccato o di orecchie sulla pagina, praticate prima di mettere fine alla giornata di oggi. i domani si sprecano sul calendario, sono abbondanti, il futuro ce ne riserverà altri, ma giuro su dio che li baratterei tutti con il tuo sorriso di ieri. l'ultimo. l'ultimo è un concetto che mi sfugge ancora, dopo anni di condivisione reciproca, e mi piace sedurre il suo gemello eterozigote, penultimo, creatura schiva, per nulla piacevole, la cui compagnia dopo un po' mi stomaca. lo caccio ma non ha una casa nemmeno lui, e decide di restare. mettere da parte l'orgoglio. coraggioso, e poco uomo. ma sono poco uomo anch'io, e lo capisco.
tra il dire e il fare c'è di mezzo la prima pietra. quando maddalena sel'è vista arrivare, ha intuito che era troppo tardi. le puttane sono povere donne messe alle strette dalla bramosia di persone adulte. il più delle volte la gente semplice subisce questo genere di pregiudizi, e i pregiudizi danno un nome alle cose, se nessuno li tiene al giunzaglio. un tempo c'era l'eden, è stato reso inagibile e ci siamo dovuti accontentare dei parchi pubblici. le donne facevano all'amore con i propri figli (se eva era sola, e adamo era vecchio, con chi mai avrebbe potuto procreare se non abele?), partorivano fuori dall'acqua, nel dolore, mangiavano le mele geneticamente immodificate. la sensazione dev'essere quella di quando ti ascolto, un misto d'incoscienza e voglia di sbatterti al muro, ma per averti, non per ferire. perchè se sei mia e la mia stessa cecità ti ha concesso questo lusso, allora dovresti benedire il frutto proibito, e imparare a sopportare l'idea di starmi di fianco, nella buona e nella cattiva sorte, finchè cen'è. anche questo è solo un pensiero, e i pensieri a perdifiato fanno male alla salute. dovresti essere qui, adesso, per ringraziarmi di averti capita. ma manchi, e rimane l'ultima sigaretta, appollaiata su un davanzale, quasi giudicasse la gente che passa, consumandosi. quasi fosse umana.
io mi chiamo Paolo. come me ce ne sono molti. sono morto perchè mi hai tolto ogni necessità, perchè mi hai trafugato i perchè della mattina, e le congetture della sera. i sapori della tavola. i bisogni fisici e quelli di cui è bene non parlare. alcune volte sembra quasi che stia passando, me lo meriterei, cel'ho messa tutta, ricordo a scatti i nomi di quelle che potevo mettere incinta, delle altre, più attente, le vedo e mi interessano, per un attimo, potrebbe funzionare, se fossero come io me le aspetto anche sotto i vestiti, nude per davvero. sincere. le donne sono stupende quando si spogliano, meravigliose anche solo per averci provato, si regalano con classe e non si permettono mai di chiedere qualcosa indietro, se le scegli bene. a loro piace che tu sia il re del dolore, per una sera, quella sera, e va a finire che siccome tutte la pensano così, tu non ti sappia più liberare da quel ruolo. ti ricordano perchè hai sofferto e ti hanno desiderato per questo. le macerie ti fanno comodo e se non altro si popolano di minuscole infermiere vestite di bianco, come palline di neve gelata, in cerca di superstiti. ma sei morto, o meglio sono morto per te, e poi rinato, non sopravvissuto. perciò mi curano e finiscono per condividere la mia solitudine, gli scappo dalle braccia. restare sarebbe un lusso che non saprei reggere.
ti chiami Corinne. a mio padre piaceva il tuo nome, poi gli piacevi anche tu, alla fine ti ha voluta tutta, identità compresa. per l'anagrafe avevi trent'anni, quando a me pareva di averti avuta da sempre. il solo fatto che fossi nata era garanzia del tuo appartenermi: venuta al mondo così, come ti avevo desiderata quand'ero ragazzo, cresciuta in parallelo, morbida e ruvida, aggressiva e accomodante, bella e detestabile, due donne contemporaneamente. hai sviluppato la capacità di conquistarti capra e cavoli senza sforzo, di colonizzare i desideri, di amare ogni giorno, di scegliere volta per volta. sei un miracolo maiuscolo e come sei venuta te ne sei andata, nella speranza che domani mi concedesse il tuo penultimo sorriso, penultimo.
penultimo.
il penultimo ogni volta.
e adesso aspetti un figlio.
mio fratello.
darete la notizia domani, per il bene dell'azienda ho scelto di esserci.
toccherà a ame, quel sorriso di circostanza, da imperatore delle sconfitte, da aristocratico decaduto del tuo regno, te lo devo e lo avrai, mia dolce. immaginerò di averti soffocata nel sonno, perchè mia piaci quando taci, ma poi sarò felice, felice che non sai così. tutti hanno bisogno di una speranza, in fondo.
sorriderò, alla stampa.
sorriderò a mio padre.
poi sorriderò a te, e tu saprai, ma lo sai già, conoscerai il mio mondo di nulla, denso di truppe disorientate. ti regalerò i miei denti, trentadue, te li lascerò in leasing. fanne quello che vuoi, ricordali, se preferisci, o dimentica, fa uguale. non servirà a vanificarci, mortificarci, salvarti. sei una puttana.
solo come un uomo può esserlo soltanto un uomo solo. e io sono solo.
ma tu sei una troia.
sorrido. non voglio smettere.
-I guess I'm always hoping that you'll end this reign, but it's my destiny to be the king of pain.-
17:40 Scritto da: judith2005 | Link permanente | Commenti (15) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
Tranquilla, vado in vacanza per tutta la metà di agosto. A trovare i miei zii a Genova. Tornerò i primi giorni di settembre.
Scritto da: Billy Dann | 14/08/2008
E, mia cara Judith, in quanti potrebbero riconoscersi in quell'attesa dell'ultimo (con timore e desiderio insieme). Ultimo che poi appunto è sempre penultimo.Che dire poi della vendetta, che va sempe consumata fredda,che non sazia mai e annega sempre in un bacino di assenza. Troppi pensieri, amica mia, tropo profondi in questo ferragosto di ritorno, con tanti giorni sul calendario,ma più al passato che al futuro...
Scritto da: setteparole | 14/08/2008
Il mio drago è l'ammore !
Anche se non sono tuo zio e neppure tuo cuggino !
Scritto da: haikumeccanico | 14/08/2008
ecco.
com'è che negli ultimi due giorni già due persone in questa piattaforma mi confondono per uomo?
Dici che l'estetista è incapace oppure dovrei essere più frivola di quel che già sono? Che ne so,informandomi sulla mariadefilippi in ferie,sul nuovo palinsesto di domenica in oppure mostrando foto di ottime ricette casalinghe? Se così fosse, sono disperata,sono a secco di tutte e tre.
Scritto da: RicciFemminili o Femministi? | 15/08/2008
Ti leggo e imparo, rubo, studio, ma soprattutto ti stimo e non è un gioco di ruoli.
Scritto da: notimetolose | 17/08/2008
E infatti io adoro noti anche se temo se ne faccia 'nbaffo.
ma quale sbagliare e sbagliare dottò.
fai di nome Giuditta?
Scritto da: Ricci SoldOut | 18/08/2008
Sai anche Scar è lo zio del Re Leone e anche nell'Amleto mica va tanto bene.
Zio è un grado di parentela che presuppone contatto e talvolta perfidia.
Forse cugino (primo)...non so.
Scritto da: ziohaikumeccanico | 18/08/2008
povero disperato paolo. re del dolore. speriamo sopravviva. che è la cosa più importante. tanto niente ha molot senso, tranne la vita. grazie del cmt, ju, mooolto carino e apprezzato. ti di che segno sei? io non credo agli astri, o meglio, co credo troppo. sun on u
Scritto da: w | 18/08/2008
Invece arrossisco eccome perchè è immeritato. Io davvero vengo qui e imparo e penso e ragiono e riesco ancora a stupirmi di come tu riesca a portarmi nel tuo mondo frase dopo frase e farmi perdere in ogni racconto. Saper raccontare è una dote da incantatori e io mi sento un serpente nella cesta. Che fosse questo il legame in una vita passata? Sorrido.
Scritto da: notimetolose | 20/08/2008
Silvana era la mia lattaia.
Tu sei una pocodibuono con una penna parecchio buona,può servire a riscattarti?
Scritto da: RicciDeliziati | 21/08/2008
Silvana era la mia lattaia.
Tu sei una pocodibuono con una penna parecchio buona,può servire a riscattarti?
Scritto da: RicciDeliziati | 21/08/2008
Silvana era la mia lattaia.
Tu sei una pocodibuono con una penna parecchio buona,può servire a riscattarti?
Scritto da: RicciDeliziati | 21/08/2008
Silvana era la mia lattaia (prosperosissima se ti interessasse).
Pocodibuono con una penna parecchio buona,può servire a riscattarti?
PS notare la battutaccia è il sonno,perdono.
Scritto da: RicciDeliziati | 21/08/2008
Si, ho davvero compiuto gli anni. Ahimè. Qui si invecchia sorellina, si invecchia. Ma si ride anche e questo è un bene.
Scritto da: notimetolose | 21/08/2008
no, non credo all'influenza degli astri sulle vicende umane. credo nella bellezza delle stelle. però, c'è un feeling tra me e gli scorpioni. questo sì. wsorrido. sun on u
Scritto da: w | 22/08/2008
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