24/09/2008
il mio capo

l'immaginario collettivo ha una propria, colorita visione delle etnie, delle arti e dei mestieri che spesso è in grado di superare la realtà, deformandola una volta per tutte. i pregiudizi sono formule matematiche camuffate da ignoranza. in questo caso la formula funziona, e io ne sono la prova vivente.
il mio capo è un omino buffo, piccolo, senza peli nel naso, nè sulla lingua. entra in ufficio, raramente bussa prima, e dice "beh, e quelle borse sotto gli occhi? neanche fossi la vetrina vivente di louis vouitton. hanno inventato il correttore, da dov'è che vieni? gallarate? magari lì non è ancora arrivato. comunquesia, mi auguro domani tu decida di praticare la cinquantaquattro e la sessantanove durante la pausa pranzo, così ti resta un po' di tempo per dormire." e poi aspetta un attimo, ma uno di numero, si sa mai che un qualche coraggioso abbia la prontezza di replicare. infine, se ne va com'è venuto, sbattendo la porta. il mio capo ha quarantasei anni e si chiama Luigi. come lui ce ne sono molti. mangia da solo, sempre allo stesso tavolo dello stesso bar, un pasto bilanciato, verdure carne e pane azzimo, a volte festeggia le promozioni degli altri bevendo qualche bicchiere di troppo, di solito non guida lui, al ritorno. una sera l'ho incontrato al cinema. si riempiva di popcorn e dev'essersi addormentato non molto dopo l'inizio di "Planet terror", perchè ha mantenuto sola posizione durante l'intera proiezione, ed è stato l'ultimo a lasciare la sala, borbottando qualcosa alla maschera che non lo ascoltava. il giorno seguente gli ho chiesto come avesse trascorso la serata, e mi ha risposto "come tutte le altre." non so bene se interpretarla come un 'sono cinefilo, fatti i cazzi tuoi' o del tipo 'sono sempre solo, fatti i cazzi tuoi' o magari ancora 'fatti i cazzi tuoi' e basta.per il resto, non so cosa faccia, il mio capo, nel tempo libero.
c'è chi dice che vada in palestra. effettivamente non è il solito quarantenne appensantito dai numerosi, grassi stravizi di altrettanti primi appuntamenti falliti. Simonetta, l'addetta alle relazioni col pubblico, sostiene addirittura di averlo incontrato a una degustazione di vini, con una donna. ha assaggiato soltanto un valpollicella, poi sen'è andato. io ci credo poco. mi piace l'idea che il mio capo sia uno da franciacorta, mi consola. prima o poi lo diventerò anch'io, mi ripeto. la donna era vestita di rosa antico e si chiama Chiara. doveva essere una escort, perchè ad un certo punto si sono appartati, a lei prudeva il reggiseno e gli ha chiesto una mano. di mani ne ha usate due, a sentire la versione della Simo. una sopra e una sotto. le cose belle vanno sempre in coppia, questo è sicuro. a dire il vero Chiara ha chiamato sei volte, l'ultima settimana. cercava Luigi, ha detto di essere un'amica. io invece le ho detto di essere il suo segretario, così ho potuto sentire la sua voce. era calda e rotonda, condita da un intrigante accento meridionale. ho lasciato a intendere che lui l'avrebbe richiamata, poi ho scritto il suo numero su un promemoria, ero certo che a lui avrebbe fatto piacere la notizia. è tornato dalla pausa pranzo nero, nero come i pantaloni di un bracciante dopo sedici ore di lavoro, ingenuamente gli ho allungato il biglietto e ho sussurrato "Ha chiamato Chiara." lui l'ha preso e si è lasciato scappare una confidenza: "ancora? ma le donne impareranno mai a farsi i cazzi loro?" poi mi ha sventrato con un'occhiata aguzza e ha mormorato "logico che finchè esistono gli uomini curiosi come te, le donne non impareranno mai a non impicciarsi. sei un cattivo esempio, De Tomasi, un cattivo esempio." ho sorriso perchè non sapevo bene cosa dire. Luigi ha fatto cenno di si con la testa e sen'è andato ripetendo "davvero un pessimo esempio."
il mio capo una volta aveva una moglie. mel'ha detto Monica, la figlia del barista di sotto. si chiamava Tanya. era una moldava alta e panteriforme, dalle natiche di marmo, e le ciglia di una diva; a giudicare dalla descrizione non doveva contare più di trent'anni di vita. io lavoro in ufficio dal duemila, e non ho mai avuto il piacere di fare la sua conoscenza, per cui devono essere separati da qualche tempo. lui se la portava appresso raramente, e a sentire Momo doveva vergognarsene assai. fatto sta che un giorno mangiavano insieme, tutti stretti stretti come le bestiole del bosco in inverno, e la mattina appresso niente, poi neppure quella dopo, e così via. all'inizio nessuno ci aveva fatto caso. in fin dei conti questo personaggio assurdo compariva una volta su dieci, sculettando appresso al marito come se cel'avesse solo lei. me la immagino, fasciata in jeans bianchi taglia quaranta, le adidas allacciate strette strette ai piedini delicati, un reggiseno nero, un top arancio sopra. non faceva altro che truccarsi, bere spuma, truccarsi, piagnucolare, truccarsi, fare shopping. truccarsi. fatto sta che sen'è andata con un africano di nome Saul, nessuno sa dove. di questo Monica ne ha la certezza, era il suo fidanzato. gliel'ha lasciato detto in segreteria telefonica, quella brutta merda, nemmeno si è degnato di lasciarla di persona.
il mio capo non arriva mai in ritardo, eppure ieri mattina alle otto e zero nove non s'era acora visto in giro.Lubilija, la donna delle pulizie, ha mormorato a Sandra, la segretaria di Luigi "magari è morto". Sandra si è portata le mani alla bocca e ha cacciato un urlo. in quel momento lui ha fatto il suo ingresso in corridoio, ma mica la solita entrata trionfale da gladiatore, tutt'altro. le borse di louis vouitton ce le aveva lui, appese agli occhi, e gli tremavano le mani. la camicia era sporca di rosso, schizzata per bene, tutti hanno visto quello che ho visto io. credo che abbiano anche immaginato quanto segue: ha incontrato uno stronzo come lui che gli ha tagliato la strada e l'ha fatto a pezzi con l'accetta che tiene nel portabagagli anzi no, forse ha sparato a Chiara che ora giace, vestita di rosa antico e con un sonoro buco nero in miniatura all'altezza dello sterno, su un lettino d'ospedale, in coma per aver continuato ostinata a telefonargli al lavoro. o peggio, sua madre dev'essersene andata per colpa di un drammatico mal di vivere e lui ne ha fatte di ogni per salvarla ma nulla, non ci è riuscito, così ora è ancora sotto shock, dobbiamo portarlo da qualche parte, all'ospedale o che so io, magari alla polizia, dovrà deporre, immagino, in questi casi funziona così, no? Simo ha guardato me che ho guardato Carlo che ha passato la palla a Diletta, la quale ha scaricato tutto su Sandra. dovevamo sapere, e dovevamo sapere adesso. lui stava lì immobile in mezzo alle scrivanie vuote e noi in piedi, come piccole vedette lombarde. una scena degna di quentin tarantino, giuro.
solo Lubilija si è accorta del grosso taglio all'altezza della carotide che si stiracchiava sul collo di Luigi, piangendo lacrime di sangue. gli si è fiondata addosso brandendo sei scottex appallottolati insieme, biascicando qualcosa in serbo. doveva essere infermiera, al suo paese.
è morto tre ore dopo, in ospedale. non è stato esattamente come addormentarsi, hanno detto i medici. abbiamo deposto a turno, fino alle undici e dieci di sera. io sono stato il terzo. alla domanda "definirebbe il suo capo una persona amabile?" ci ho pensato su un attimo e poi ho risposto "a suo modo lo era". e credo davvero di avergli voluto bene, a mio modo. ho anche pianto, quella notte, abbracciando forte Momo, la mia nuova amica.
ho un handicap al diecipercento, una questione logopedica. la gente mi definisce lento, ma in fin dei conti sono un fattorino, e i fattorini non possono essere lenti, altrimenti perdono il posto. leggo molto, io, molto più della gente normale. malgrado questo, le persone mi trattano come un bambino, e io li assecondo. comunquesia, ci sono arrivato subito, al fatto che fosse stata Chiara ad accoltellarlo. lui non l'ha mai richiamata, e lei sel'è presa. queste cose non si fanno alle donne, le mandano via di testa. una ragazza va trattata con gentilezza, anche se non ti piace quanto a me piace Monica. gentilezza e sincerità.
fatto sta che la polizia sta ancora indagando.
adesso sono appena arrivato in ufficio, c'è una serie di buste da portare al piano di sopra (dio salvi chi ha inventato l'ascensore!) ma Sandra ci ha chiesto di aspettare, ha detto "sta arrivando il nuovo capo, un attimo soltanto." e una brunetta finta dalle braccine come ramoscelli apre la porta, mi sa che ci siamo, saluta, prende un respiro e poi sorride, ma è un sorriso a caso, di quelli poco convinti. lei dice delle cose che faccio finta di non ascoltare ma sento, le sento per forza, ha una voce rotonda e morbida da far girare la testa, io metto le buste nel mio carrello e penso che già non mi piace, questo nuovo capo di nome Chiara, anche se non so perchè.
nossignore.
02:59 Scritto da: judith2005 | Link permanente | Commenti (10) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
ciao panterina tutto bene?
Scritto da: nina | 24/09/2008
Però questo De Tomasi potrebbe farsi i cazzi suoi!
Saluto.
artista1969
Scritto da: artista1969@v | 24/09/2008
non mi soffochi tesoro, anzi inizia a fare freddo... chiama quando vuoi. forte sto post e poi così reale. bacio
Scritto da: nina | 25/09/2008
Avrei detto che fosse stato proprio De tomasi a farlo fuori...Però, sei trascinante, non si può saltare neppure una parola. Ciao
PS.Anche io sono in fase "noir". Sarà l'arrivo dell'autunno...
Scritto da: setteparole | 25/09/2008
Ciao Sil!
Come stai?
Qui le cose sono un pò alte e un pò basse come sempre. Lavoro precario e mutuo e spese da pagare, per fortuna ci sono i blog che animano un pò le giornate grigie e torbide di questo inizio di ottobre.
Un saluto anche da parte di mia moglie!
Scritto da: pennanera67 | 01/10/2008
settimana di ferie??? cieli
Scritto da: cieli | 06/10/2008
Sono tornato.....a modo mio!
Scritto da: Fabio | 07/10/2008
Sono tornato.....a modo mio!
Scritto da: Fabio | 07/10/2008
be', se non altro è una che sa come farsi richiamare..
Scritto da: honey | 08/10/2008
Mi piace il ritmo del racconto, e perché no? anche il fatto di non mettere le lettere maiuscole dopo il punto. Potrebbe essere uno stile, no? C'è qualcuno che ha scritto un intero libro addirittura senza punteggiatura! Ciao... piacere di conoscerti.
Scritto da: Sergio | 16/10/2008
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