17/10/2008

l'iphone

il mondo si che è un fight club.


si conoscevano da tempo immemore. tempo immemore è un'espresione buffa, come memoria storica o annali della storia. malgado i modi di dire, non esiste nessuna forma di pietà per il passato, tra gli esseri umani. non ricordava bene, lei, dove l'avesse incontrato, o come: la sua vita, prima, era una nebulosa di sfumature ammorbidite dalla distanza. le era sempre piaciuta l'idea che fosse accaduto per caso, come capitano le cose migliori; eppure non esiste la casualità, ogni episodio è causale, c'è che l'uomo non riesce proprio a scovare i nessi, alle volte. in suo aiuto la fisica ha, dagli anni settanta, razionalizzato l'entropia attraverso una regola generale, compiendo il miracolo. la legge del caos si presenta in realtà come un piccolo corollario di tre enunciati, e recita più o meno così:

Prima Legge del Caos
Qualsiasi sistema in equilibrio instabile, è destinato a subire un'esplosione "caotica" che lo trasformerà in un sistema più piccolo ma più stabile.

Seconda Legge del Caos
Tutti gli avvenimenti "maggiori" apparentemente inattesi non sono altro che la somma di tanti avvenimenti "minori" passati inosservati.

Terza Legge del Caos
Nulla accade per caso, anche se di solito non capiamo il perché.
E' solo un corollario delle prime due Leggi, ma è anche la base per capire gli avvenimenti e intervenire prima che si verifichino.

quest'ultimo aspetto della questione la faceva sentire in grado di razionalizzare il futuro, anche se in quel frangente non cen'era chissà che gran necessità. sarebbero rimasti due, di due pagine fronteretro graffettate alla vita insieme, incapaci di aprirsi. illeggibili. inutili. amici, grandi amici che di tanto in tanto parlano lingue diverse. la comprensione reciproca è condizione necessaria ma non sufficiente alla buona riuscita dell'equazione. loro erano un sistema, mettiamola così, un sistema valido in tutto R. le variabili li avevano voluti reciproci, la stessa epoca, lo stesso luogo, la città, la medesima, che se li mangiava vivi ogni notte. in fondo la matematica è alla base di ogni grande amore. anche un figlio è espressione. il senso della vita è chimica, è fisica, sua madre lo diceva sempre: studiando scienze si spiega tutto con la logica, scegliendo filosofia si muore pazzi e senza risposte. le risposte a lei avevano sempre pisciato addosso, il suo vaso di pandora personale perdeva virgole dal tappo chiuso male. gli dei dovevano aver impiegato poca cura nel sigillarlo.

quella notte lui le aveva confessato di non stimarla. si parlava dell'iphone, questo per dire che alle volte le grandi confessioni non hanno bisogno di grandi occasioni. "Sei un passante, pe me, un testimone, eissti in quanto prodotto del mio amore per me stesso. Io ti ricorderò fino all'ultimo giorno, ma soltanto perchè voglio darti un grande significato."  e l'egoismo, si, quello davvero è l'unica vera congiunzione possibile tra gli esseri umani.

"Le donne aspettano a casa, aspettano gli uomini, e per questo io le rinnego. Ne ho bisogno, ho bisogno di qualcuno che mi aspetti," questo ha detto poi, "ma non riesco a capirlo." nemmeno lei ne era mai stata capace. le sue attese erano pallidi tentativi di integrazione, espressione della sua condizione biologica di femmina, più che non di una necessità insindacabile. voleva essere come il resto della gente, ma le riusciva male.

"Tu non sai cosa stai dicendo." gli aveva però risposto, era la sua unica arma di difesa. dissimulare, in qualunque situazione, dissimulare per autoconservarsi, per non piangere, per non essere solo un marginale episodio di vita vissuta, agli occhi degli altri.

"Sei tu che non hai ben chiaro chi sei e con chi stai parlando. Una bambina, a volte mi sembri solo una bambina con troppa smania di somigliare agli altri. Piangi e ti arrabbi se le persone ti snbobbano, se non si accorgono di quel che credi di valere. Ma cosa fai giorno per giorno per essere quello che ti pensi? Come puoi pretendere di guadagnarti l'immortalità se non conosci la strada per raggiungerla?"

lei credeva, fino ad allora, di aver fatto l'amore con lui. ma si accorse di quanto fosse lontana dalla sua stessa convinzione. no, le poche rare persone che vivono in maniera animale, con il cuore sfacciatamente aperto e le meccaniche a vista e tutto il resto, non sono che schiave della superbia. si nutrono di ciò che gli altri vedono di bello in loro, masticano invidia e vomitano sentenze. giuste o sbagliate che siano, gli appartengono, e lui in quel momento era anche ciò che le stava comunicando, senza delicatezza. una legione di lacrime azzurre si fece spazio allora tra le sue palpebre, si domandò se fosse pronta a credere a quello che lui voleva intendere. avrebbe mai smesso di insegnare agli altri come trattarla, per non rimanere orfana ad ogni loro delusione?

"Credo che tu non sappia cosa stai dicendo."

"E io credo solo che tu non voglia accettarlo, invece. Per anni mi hai voluto nella tua vita, mi hai cercato, mi hai ascoltato. E ora non ti piace quello che ho da dire, per cui ti nascondi. Ma sei femmina anche tu, e lo accetterai. Gli uomini hanno scritto la storia perchè sono abbastanza coraggiosi da non girare attorno alle cose. Cerca di capirmi, tu sei meraviglosa, se ti impegni arriverai molto lontano dove la gente neppue s'immagina che ci sia qualcosa."

si scostò i capelli da viso. forse non voleva essere come lui, non voleva sapere a tutti i costi. lui le prese una mano e la carezzò come gli uomini fanno così bene. lo lasciava fare. il suo oracolo aveva dei limiti: l'arroganza, la tracotanza, la superbia. si era sempre ripromessa di non avere un dio in terra, nessuna vocazione personale, mai mescolare la religione al sentimento, questo sul serio rende pazzi e ciechi. non aveva bisogno di essere cieca o pazza, non c'è religione. preferiva la ragione.

"Dici?"

"Dico." ha risposto lui, e sembrava sentirsi l'unico homo sapiens ancora sveglio, a quell'ora. "Perchè mi fai perdere tempo con le tue bambinate? Eleviamoci dai discorsi mediocri e andiamo oltre. Io pretendo forse troppo da te, ma mi serve. E' necessario che tu mi dia qualcosa, quando ci sei."

pretendo. voglio. ho bisogno. mi serve, è necessario, per l'amore del cielo dammelo, dammi tutto, forza, concedi, elargisci, a comando. crescimi, ogni tanto. eccola qui. pronta. un'offerta continua al banco delle offerte. non si era mai negata. a nessuno. e per cosa?

le balenò un pensiero. pensava "Sgonfiati", mentre lo guardava in faccia, lui, l'amico eterno che meritava discorsi intellettuali a mezzanotte e mezza. "Sgonfiati", non troppo, giusto un poco, quel tanto che basta. sentì che sarebbe stato più leale nei confronti del mondo intero se l'avesse portato scritto in fronte. "SGONFIATI", in maiuscolo. se tutti avessero stampato o tatuato il proprio limite addosso. la gente saprebbe come rapportarsi agli altri sin da subito, e al mondo non ci sarebbe incomprensione. nessuna menzogna. soltanto sincerità. si chiese quale fosse il suo limite. si rispose.

e dire che avevano litigato a causa dell'iphone.

 

il giorno dopo si fece tatuare sul corpo "abbi coraggio", in greco. così facendo l'avrebbero letta tutti, ma lei sapeva che avrebbe condiviso la sua vergogna soltanto con le persone di cultura. era un inizio.

02:50 Scritto da: judith2005 | Link permanente | Commenti (13) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Eh si,in fondo Nietzsche ha fatto danni all'uomo.Benritrovata.
artista1969

Scritto da: artista1969 | 17/10/2008

ciao sister ju. medito su quello che hai scritto, che mi è piaciuto moltissimo. giusto dire sgonfiati a certe persone. giusto farsi tatuare abbi coraggio. sull greco, non so. una curiosità: da dove hai tratto le tre leggi del caos?
sun on u

Scritto da: w | 17/10/2008

ah sì, in realtà il mondo molto piccolo è regolato da leggi probabilistiche. il mondo grande, per quanto complicato, apparentemente no. nemmeno i cosiddetti fenomeni caotici. ma se il mondo grande è fatto di cose piccole che rispondono alle leggi del mondo piccolo, allora?

Scritto da: w | 17/10/2008

Intanto ti mando un saluto, più tardi vengo a commentare...

Scritto da: Sergio | 18/10/2008

No, Berlusconi non è Peter Pan vestito da festa... lui l'ombra nn ce l'ha proprio!!!!
...cosa vuoi dire... tu ti senti adulta quindi io sarei vecchia...????? :P

Scritto da: Cieli | 18/10/2008

sempre dispari i tatuaggi...

Scritto da: nina | 20/10/2008

Ti sei persa "persa troppo di politica interna"?Allora non ti sei persa proprio niente...di buono.
artista1969

Scritto da: artista1969 | 21/10/2008

ci sto. ma non solo per quelli. rileggendo mi vien da sorridere e mi ricordo a una nostra conversazione di tempo fa...chissà se la ricordi...in ogni caso si legge che qualcosa è andato a fuoco..

Scritto da: nina | 22/10/2008

Me lo chiedo spesso che cazzo pretendano da noi. Discussione intelligente ma non troppo per non metterlo all'angolo, autosufficienza emotiva e desiderio mostrato solo quando il suo pisello tira. Rivendico il diritto di essere scema.

Scritto da: noti | 22/10/2008

Un saluto grande...

Scritto da: Sergio | 22/10/2008

ju, che fanno dalle tue parti? sulle leggi del caos, non so. non mi suona completamente giusto. sun on u

Scritto da: w | 23/10/2008

Ciao Sil!!!
Come stai?
Tutto bene?
Qui procede alla grande tutto, o quasi però non mi lamento, anzi non devo proprio lamentare perchè non avrebbe senso e sbatterei la testa contro il muro.
Sto parlando del lavoro che naviga in acque agitate e poco profonde.
Paradosso.
Un bacione!!!

Scritto da: pennanera67 | 24/10/2008

comprendo.dove ti piacerebbe andare, dopo?
P.S.: di questi tempi anche le solite cose sono eccezionali

Scritto da: w | 29/10/2008

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